A talk with:
DANIEL PACITTI

Nel mondo della moda negli ultimi anni è avvenuta una rivoluzione senza precedenti. Quello che conta è avere tutto subito. Questo a discapito della qualità, della ricerca e dell’originalità. Anche i brand con una lunga storia alle spalle si arrendono a questo tipo di realtà, proponendo collezioni tutt’altro che durature e con un alto turnover, votate completamente alla commercializzazione. Gli appassionati di moda, ormai sempre più giovani, molto spesso non conoscono la storia e le caratteristiche di un marchio, ma voglio averne a tutti i costi un capo.

VIETTI Shop vuole contrastare questo tipo di moda, proprio perché siamo convinti che la moda sia molto più di un semplice prodotto, ma abbia anche un profondo valore culturale. Noi crediamo in brand sia con una lunga tradizione alle spalle che nati da poco, che non facciano di un logo la loro unica caratteristica: la ricerca del prodotto, le tecniche d’avanguardia, l’autenticità, sono quello in cui crediamo. Ciò che cerchiamo sono item dal design unico e innovativo, capi destinati ad entrare nell’immaginario collettivo, lasciando un segno nella società. Ed è proprio per queste ragioni che abbiamo deciso di approfondire il concetto di moda da un altro punto di vista, con i protagonisti di questo mondo.

Daniel Pacitti è giovanissimo ma ha già uno stile pazzesco. Sneakers e abbigliamento tecnico sono i suoi item preferiti: per lui non conta sfoggiare un marchio a tutti i costi, preferisce brand che fanno ricerca, proponendo capi di qualità, andando a creare outfit incredibili (ecco il suo profilo Instagram). Abbiamo incontrato Daniel per parlare della sua estetica e delle sue ispirazioni. Ecco cosa ci ha raccontato.​

1) Ciao Daniel. Per chi ancora non ti conoscesse, puoi raccontarci qualcosa di te?
Sono Dan, ho 19 anni, vengo da South London e penso di potermi definire un creativo. Amo brand come NeedlesStone IslandC.P. CompanyEngineered Garments e Stussy. Seguo maggiormente lo streetwear giapponese di quello inglese.

2) Autenticità / storia / ricerca / identità / innovazione / qualità: quanto sono importanti per te queste parole?
Per me lo sono molto: nonostante molti marchi oggi puntino tutto sui grandi loghi, o a trovare qualche personaggio famoso da pagare per indossare i loro capi, credo che le persone stiano iniziando ad apprezzare maggiormente capi di qualità. È per questa ragione che amo Stone Island o altri brand giapponesi, perché scommettono tutto sulla qualità, senza dimenticare l’uso più propriamente tecnico degli item.

3) Quali sono le caratteristiche principali dei tuoi brand preferiti?
Due dei miei brand preferiti sono sicuramente Stone Island o Maharishi perché utilizzano delle tecnologie incredibili che molto spesso sono stati proprio loro ad inventare. Sono un fan di Stone Island perché unisce perfettamente tessuti, tecnologia e design. Massimo Osti è una grande fonte di ispirazione per me, per questo di solito indosso capi di Stone Island disegnati da lui prima degli anni Duemila, o quelli di inizio secolo realizzati da Paul Harvey.

4) La moda è sempre stata definita e influenzata dal design, dalla storia e dalle sotto culture. Nella cultura di oggi, fatta di fast fashion e commercializzazione, l’identità e i dettagli nella produzione si stanno progressivamente perdendo. Che cosa ne pensi? In che direzione sta andando la moda?
Non sono sicuro al 100% di dove stia andando, ma credo che al momento tutto giri attorno ai grandi loghi e alle celebrity che indossano certi capi. Si fa un gran parlare di streetwear e di brand come Supreme e Palace, ma credo che questo trend stia in realtà finendo. Le persone stanno iniziando a prestare più attenzione alla qualità e al design, sperimentando maggiormente in termini di stile e di brand da acquistare. È un periodo difficile per i designer emergenti perché non c’è più nulla di veramente nuovo che possa avere un forte impatto sul mondo della moda, tutto è già stato fatto e infatti oggi più che mai i designer continuano a guardare al passato.

5) Tutti ricordano l’epoca in cui sono cresciuti. Ci sono stati dei momenti nella tua infanzia che hanno poi contribuito a formare il tuo stile? 
Prima di appassionarmi di moda, ero appassionato di scarpe. Giocando a calcio volevo sempre avere gli scarpini migliori, quelli più colorati. Penso che da lì sia cominciato tutto, le scarpe da calcio mi hanno portato alle sneakers, le sneakers ai pantaloni, poi alle t-shirt, alle felpe e così via.

6) Quali sono le tue icone nel mondo della musica e dei film? Che cosa ti ispira?
Parlando di musica mi piace molto il reggae. Non influenza molto il mio modo di vestire, ma lo ascolto perché è rilassato e tranquillo come me. Sono un grande fan di Mount Kimbie e del vecchio hip-hop, ma dovrei nominare veramente troppi artisti. Nel cinema sono un grande fan di Tom Hardy, soprattutto nel film Bronson. Mi piace molto lavorare con giovani musicisti, al momento sto collaborando con il rapper Slowthai.

7) Sei stato scelto da Nike per disegnare una versione della Dunk. Perché proprio quella sneaker?
In realtà è stata Nike a propormi quella scarpa, ma credo che la Dunk sia una sneaker leggendaria per ogni appassionato. Molti artisti e brand sono stati chiamati a collaborare prima di me, quindi è stato un grande onore poter disegnare una versione mia. In generale è stato un processo molto interessante che mi ha permesso di imparare di più su materiali e lavorazioni.

8) Qual è il tuo rapporto con Instagram? Non sembri dipendente dai social media come molti altri giovani. 
Quando ho una foto che mi piace la posto, semplicemente. Non mi piace uscire di casa solo per scattare la foto di un outfit. Non sento il bisogno di dover sempre pubblicare qualcosa, quando mi va lo faccio. In realtà poi ho diversi account, oltre a quello principale: sono pagine private in cui di solito posto foto del ‘dietro le quinte’ dei miei progetti, foto di amici, della mia vita quotidiana, a casa.

9) Hai iniziato ad essere appassionato di moda molto giovane. Che cosa farai in futuro? Quali sono i tuoi progetti nella moda? 
Non ne ho idea, sto sperimentando e provando esperienze diverse, per capire che cosa voglio fare. Finora ho capito che preferisco di gran lunga l’ambiente della musica quindi staremo a vedere. Ora voglio solo viaggiare sempre di più e incontrare persone che mi ispirino.

VIETTI Shop è protagonista nel mondo della moda da più di sessant’anni. Abbiamo visto con i nostri occhi come è cambiata l’industria in tutti questi anni, nel bene e nel male. Specialmente negli ultimi dieci anni la nostra selezione di brand si è evoluta in modo esponenziale, attraverso un grande lavoro di ricerca che rispetta perfettamente i canoni che sono nel DNA di VIETTI dal 1952. Con questo progetto vogliamo trasmettere ulteriormente un’idea di moda ragionata e di qualità, che per noi è fondamentale.
Editor: @cecilcaruso
Video: @monsieur_simon
Photography: Elliot Jones

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