A talk with:

Per il secondo episodio di “A Talk With” abbiamo continuato il nostro viaggio attraverso i luoghi che da sempre fanno parte dell’identità e dell’immaginario di VIETTI Shop. Stresa, le Isole Borromee, vere e proprie gemme ormai non più nascoste del Lago Maggiore hanno ospitato nel corso della storia personaggi del calibro di Ernest Hemingway, affascinando visitatori di tutte le provenienze. L’eleganza, l’estetica, il gusto, i capolavori di architettura di questi luoghi tipicamente italiani sono strettamente connessi a VIETTI Shop, che proprio qui è nato.

La protagonista di questo episodio è Christina Paik, 28enne americana di origine coreana, artista, fotografa e stylist, che si divide felicemente tra New York e Parigi, tra il mondo dell’arte e quello della moda. Stretta collaboratrice di Virgil Abloh, il suo gusto personale rispecchia perfettamente quell’incontro tra alta moda e streetwear, particolarmente evidente nei look da lei scelti che abbinano item di Celine (suo brand prediletto, ma rigorosamente sotto la guida di Phoebe Philo) a capi di Alyx e Watanabe. In questa intervista Christina ci ha raccontato del suo lavoro, della sua estetica e delle sue aspirazioni.

1) Tu non definisci te stessa come una fotografa di moda, ma come una ritrattista. Quindi, qual è il tuo rapporto con la moda?
Mi piace la moda, la adoro, ma è più un accessorio per me. La ragione per cui io sono diventata una ritrattista è Richard Avedon. Lui è anche la vera ragione per cui mi piacciono i dittici [?].

2) Parlando della moda, qual è il tuo marchio d’abbigliamento preferito?
Celine. Phoebe è così incredibile, ai miei occhi lei ha creato l’identità di una donna sofisticata, di classe, elegante. Mi sono sempre ispirata all’idea di donna che indossa i capi Celine creati da Phoebe (ride).

3) Come trovi la tua ispirazione?
Io trovo bellezza e ispirazione dove meno me lo aspetto. Non c’è una cosa specifica da cui traggo ispirazione. L’ispirazione è ovunque. Io stessa creo allo scopo di ispirare.

4) Come fotografa, qual è la tua relazione con Instagram?
Io cerco di condividere qualunque cosa penso possa essere visivamente piacevole, e spero alla gente ciò piaccia. Instagram e i social media sono capitati in modo molto organico. Non ho mai voluto essere la persona che sono online, è semplicemente capitato. Io spero davvero di poter ispirare altre persone, in modo particolare altre ragazze. Avrei voluto avere io qualcuno che mi ispirasse.

5) Cos’è la bellezza oggi?
Specialmente con l’avvento dei social media, la bellezza è andata perduta. Tutto viene photoshoppato, non sai più cosa sia reale. Pensando a cinque anni fa, quando le modelle venivano da me, io chiedevo loro di non indossare make-up oppure di indossarne poco perché io non ritocco le foto e ovviamente scatto in modalità film quindi rimango fedele a qualunque cosa sto fotografando. Io spero che le ragazze possano essere sé stesse e capire che tu sei bella così come sei, non devi assomigliare a ciò che vedi sulle riviste, o essere così magra o apparire in un certo modo. Penso che sia così che io uso il mio account Instagram, come vantaggio per ispirare altre ragazze e anche altre persone.

6) Come è nato il tuo progetto CP?
CP è avvenuto in modo molto naturale, non so bene neanch’io come, sono semplicemente le mie iniziali. In sostanza è nato quando ho creato il merchandise per il mio tour che credo sia andato molto bene, da lì è diventato qualcosa. Cerco di lasciarmi trasportare, e credo sia così il giusto modo per affrontare la vita.

7) Qual è stato il progetto che ti ha coinvolto maggiormente?
Quest’anno è stato molto importante per me perché sono stata in tour con la mia nuova serie di autoritratti, i quali incorporano la moda cosa che non avevo mai fatto prima con i miei autoritratti, dal momento che è più il mio lato strano, più basato sull’arte. Originariamente, quando l’ho iniziato, le persone mi dicevano, “è un pochino strano, tu sei strana”, ma è dove trovi l’ispirazione. La prima cosa che dico alla gente è di rimanere fedele a sé stessa e creare ciò che vuole creare piuttosto che ascoltare le altre persone. Questo tour è stato speciale per me perché non ho nemmeno mostrato a nessuno la serie, metà della serie non esiste online. L’ho deciso perché pensavo che i social media stessero trascinando tutti e la gente stesse dimenticando che cosa sia realmente l’arte e cosa significhi essere in una galleria e non avere aspettative e non sapere cosa vedrai. Molte persone che si sono fermate a vedere la serie dicevano, “wow, non me lo aspettavo, non è il lavoro per cui sei famosa”. Ma questo era lo scopo del progetto. Non mi accontento mai e voglio sempre di più. Ma credo che quando ti senti a disagio sei sulla strada giusta. Se ti senti a tuo agio, allora stai facendo qualcosa di sbagliato.

8) I tuoi viaggi hanno influenzato il tuo lavoro?
Sono cresciuta un po’ ovunque, sulla costa orientale, poi ci siamo trasferiti in Corea e poi di nuovo in America. Mi sono trasferita a Parigi nel 2012. Non ho mai saputo quale fosse l’idea di casa ed è a ciò che molti dei miei lavori si ispirano. Ho una serie chiamata “Letto”, per me dovunque ci sia un letto, lì c’è casa.

9) Il tuo lavoro e le tue esperienze hanno cambiato o influenzato la tua personalità?
Se guardi il mio vecchio lavoro mi nascondevo sempre, voglio dire il mio logo sono io in un cappello, questa è la mia firma, giusto? Crescendo ero così timida, e ora quando incontro qualcuno timido lo capisco e cerco di farlo sentire più a suo agio. Questo è anche il modo in cui mi approccio alla fotografia, quando ho un modello molto nervoso gli faccio sempre domande come “da dove vieni, per quanto tempo sei in città”. Soprattutto con volti nuovi nel mondo della moda, sono tutti abbastanza giovani e vengono a Parigi non conoscendo la lingua o sono lontani dalle loro famiglie da molto tempo. Le persone sono molto importanti per me e ho l’impressione che ottenere il ritratto giusto o sbagliato sia piuttosto interessante.

10) Come sei arrivata dove sei oggi?
Consistenza e persistenza e molto perfezionismo. Alcune persone dicono che è difficile lavorare con me, ma non mi piace perdere tempo quando le cose non vengono fatte nel modo giusto. Sto cercando di imparare che non posso controllare e monitorare tutto. Sto cercando di controllare i miei livelli di stress e di non proiettare il mio stress su altre persone. Ma detto ciò, io non mi fermerò mai. La ricerca della perfezione è l’unica strada da percorrere.

11) C’è qualcosa che hai fatto nel corso della tua carriera di cui ti penti?
Mi piace commettere degli errori, credo siano molto importanti. Vale lo stesso per i rimorsi, non bisogna mai pentirsi di ciò che abbiamo fatto. Non sarei la persona che sono oggi senza quegli errori e quelle esperienze che mi hanno permesso di crescere.

12) Qual è il tuo massimo obbiettivo nella vita?
Essere felice e rendere la mia famiglia fiera di me.

Una donna forte, decisa, che sa quello che vuole, e che non ha paura di sposare stili diversi, solo apparentemente in contrasto tra loro. Una donna VIETTI Shop.
Editor: @cecilcaruso
Video: @monsieur_simon
Photography: Elliot Jones

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